Itinerario -Sulla cima di Castell’Ermo (valle Arroscia)

Borgo(420 m.)

Colla di Onzo(841 m.)

Cappella di San Calogero (1023 m.)

Castell’Ermo o Peso Grande(1092 m.)

Lunghezza:4.5 Km

Dislivello:672 m.

Tempo di percorrenza:2.30 h a salire

Difficoltà:T(fino alla Cappella di San Calocero) dopo EM.

Accesso stradale:da Albenga si raggiunge Leca,si prende a sinistra la statale per Pieve di Teco e poco prima di giungere a Coasco si svolta a destra per Arnasco e Vendone sino a Curenna,una diramazione porta a Borgo,punto di partenza dell’escursione.

Castell’Ermo o Peso Grande é un monte che si trova lungo la dorsale che divide la valle Arroscia dalla valle Pennavaire,ha quindi una posizione di grande pregio paesaggistico.

L’area di accesso alla valle Arroscia é la parte a monte della piana d'Albenga:il paesaggio é caratterizzato da orti,frutteti,uliveti e vigneti.L’ulivo,pianta aggregante delle quattro valli di Albenga,occupa i terreni del fondovalle ma non solo;grazie alla tenacia e alla caparbietà del contadino ligure é oggi possibile vedere la caratteristica macchia verde-argentea degli uliveti anche in collina,nei versanti a solatio.Qui la terra forma una serie di gradini,di "fasce"sorrette da muri con sassi sovrapposti e incastrati con maestria e pazienza.Un paese,Arnasco,l’ha addirittura adottato come stemma del comune ed emblema di una vocazione che dura da antica data:secoli di fatiche sono state ricompensate dalla produzione di olio abbondante e di ottima qualità.Ad Arnasco c’e anche un vecchio frantoio,divenuto un vero e proprio museo della ovicoltura che ha il proposito di portare a conoscenza del visitatore la vecchia vocazione di questa gente:la produzione dell’olio di oliva.Ad Arnasco gli agricoltori organizzano ogni anno(la terza domenica di Giugno) la sagra dell’Olio Extra Vergine di Oliva per promuovere il prodotto della loro terra.Stiamo quindi percorrendo una "strada di cornice"che corre in mezzo agli uliveti;e pensare che poco tempo prima,lungo la valletta del rio Aveglia,eravamo stati tratti in inganno dalla presenza di vigne,macchie di pini e ginestre.Dove i versanti sono più dolci,le colture di frutteti ed uliveti continuano fino all’areale del castagno;da qui inizia il nostro itinerario a piedi che ci porterà alla sommità di un castello di roccia con attorno una selva di pinnacoli e guglie che sembrano sfidare la legge della gravità.Il paesaggio rilassante degli uliveti fa spazio ora a quello aspro e severo delle roccie e dei "salti verticali".La zona presenta prati e rocce emergenti che tradiscono la natura calcarea del monte Peso Grande,ma il suo aspetto dolomitico ci é ancora nascosto dal momento che noi lo osserviamo dal versante meridionale.La parete Nord del Castell’Ermo é quella che più affascina l’escursionista,per la presenza di alti torri dalle forme più bizzarre e dalle pareti strapiombanti,ma la curiosità di questo spettacolo impressionante ci verrà appagata solo all’ultimo,una volta giunti in cima.Dalle premesse sembra un monte inaccessibile,ma in realtà tutti possono apporre la loro firma nel diario custodito in una cassetta di lamiera alla base della croce.Il sentiero inizia alla fine della strada asfaltata che attraversa Borgo(420 m.),una frazione di Vendone.Saliamo inizialmente lungo un bosco di castagni incrociando di tanto in tanto,la carrozzabile che a tornanti conduce alla Colla di Onzo(841 m.);una volta giunti al poggio,dopo aver coperto un dislivello di 400 metri (in un’ora e mezza circa) ci manca ancora poco più di 45’ per giungere in cima al Castell’Ermo(1092 m.).Quindi per gli ultimi 250 metri di dislivello ci troviamo in un ambiente aperto e soleggiato,dove si apre alla vista,gradatamente,la piana di Albenga e la valle Arroscia.Le guglie rocciose di Castell’Ermo ci attendono ma non c’e fretta:una pausa alla Cappella di San Calocero é più che meritata.Sembra che la chiesa sia uno dei più antichi luoghi di culto della diocesi ingauna.Dalla Cappella é consigliabile una breve variante al M.Nero (981 m.) che si trova ad Est del Castell’Ermo,e che apparentemente non desta interesse,visto da Sud,ma che in realtà, sul lato occidentale presenta un caotico insieme di torri,guglie e creste alte fino ad un centinaio di metri note come "il Giardino".Il sentiero,a sinistra della Cappella di San Calocero,conduce direttamente in cima al Castell’Ermo.Dalla vetta possiamo vedere impressionanti strapiombi,usiamo molta cautela e guardiamo di sotto: non possiamo fare a meno di domandarci come enormi blocchi di roccia stiano appoggiati l’uno sull’altro in equilibrio apparentemente molto instabile.Prima di ridiscendere,vale la pena di guardarci attorno:verso Sud si vede la Riviera,la città di Albenga,le valli che confluiscono nella piana;da Ovest verso Est, rivolgendo le spalle al mare, possiamo vedere il M.Carmo(1100 m.)e il M.Ravinet,inizia poi la catena delle Alpi Liguri con il M.Galero(1708 m.)e il M.Dubasso(1538 m.) che non ci impediscono di vedere,dietro,di loro l’Antoroto(2144 m.) e il Pizzo d’Ormea(2476 m.) ma che ci nascondono alla vista Punta Marguareis,la cima più alta delle Alpi Liguri(2651 m.) e il Mongioie (2630 m.);verso est si vedono infine il M.Beltrand (2481 m.) il Saccarello (2200 m.) il Monega (1882 m.) e il M.Fronté (2153 m.) dalle quali pendici ha origine il torrente Arroscia con corso più o meno ortogonale rispetto alla costa.Arrivato il momento di tornare a valle ripercorriamo il sentiero fatto in salita.Una volta giunti a Borgo,invece di tornare ad Albenga passando nuovamente da Vendone e Arnasco possiamo fare una strada alternativa che ci riporta all’ingresso della valle Arroscia (chiudendo un giro ad anello) passando per Onzo e Ortovero:il castagno torna a far posto all’ulivo e alla vite,in un’area tipica della produzione del vino Pigato(a Ortovero si tiene la sagra,tutti gli anni,la seconda domenica di Agosto).

Testo di Enrico Bottino
Articolo "Lungo i sentieri ingauni tra mare e monti"
La Rivista del Trekking n° 115
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