|
Conclusione (Sul lungomare - II)
Siamo di nuovo di fronte al mare, dove vi rimangono ancora alcune citazioni da ascoltare. La prima di : Dall’isola di Bergeggi A capo Noli foschia. Stamani il mare è piatto Come la mia ateologia.
La seconda è una poesia di Dino Campana, che in Liguria trovò sempre ispirazione e diversi amici fra i quali Sbarbaro, che lo ospitò per tre giorni nella sua casa di Genova in via Montaldo: Le vele le vele le vele! Che schioccano, frustano il vento Gonfiate di vane sequele Le vele le vele le vele... E tesson e tesson lamento Con l’onda che sorda dismorza La sua volubile forza Ne l’ultimo schianto crudele! Le vele le vele le vele... da Le cafard (Nostalgia del viaggio)
Il terzo e ultimo brano di commiato vuole essere più confidenziale, e contemporaneo. È una dedica agli amori estivi, di tutte le riviere, non solo di Spotorno... anche se è tratto da un racconto di Bruno Marengo che qui è nato e continua a vivere, dopo aver ricoperto diverse cariche pubbliche: Il massimo era quando riuscivano a portare con loro qualche "bagnante" desiderosa di provare il brivido della vela. Se il vento lo consentiva andavano ai Saraceni, a Varigotti, in quella solitaria spiaggetta accessbile solo dal mare. Oppure all’isolotto di Bergeggi con visita ai ruderi di un vecchio monastero che, abbarbicati in alto a strapiombo sul mare, erano un sicuro rifugio per i gabbiani. A Bruno era capitato di rivedere, anni dopo, qualcuna di quelle ragazze che ritornavano a Spotorno d’estate. Tutte gli parlavano di quelle gite: l’aspra bellezza di capo Noli visto dal mare, la grotta di Bergeggi, i muscoli appena presi e fatti aprire su un fornellino a meta con una goccia di limone per ultimo tocco e, naturalmente, gli amori che nascevano su quella barca veramente "galeotta".[...] La francesina sorridendo gli prese la mano: "Sai, è arrivato il mio ex ragazzo". "Ex?", Bruno non sapeva se insistere oppure lasciare alla francesina la scelta di parlarne o no. "Sì, ex", continuò lei decisa:"L’ho piantato già fin dalla scorsa estate... mi ero presa una cotta improvvisamente come adesso con te". "E poi ti è passata? Sono cotte veloci, mi pare". "No, quando lo lasciai non mi era ancora passata", la francesina si era voltata dandogli le spalle. "E allora perché lo hai lasciato?", Bruno si morse la lingua, ma ormai glielo aveva chiesto. "Siamo stati insieme... e il giorno dopo lo sapeva tutta la spiaggia...". [...] "Non dici nulla?"; la francesina lo guardava:" Tu andresti a vantarti in giro?". "I’ vo’ del ver la mia donna laudare e assembrargli la rosa e lo giglio" (da !I pané, un beccacino, il ‘Luna Park’, in A Spotornooo...", Sabatelli Ed., Savona, 1993) E con questa citazione del Dolce Stil Novo,il nostro giro si chiude davvero.
|
©
2000 Multimedialita:
tutti i diritti riservati.