La chiesa della Ss. Annunziata:
i protettori dei marinai

Siamo al centro di Spotorno, davanti alla facciata di recente restaurata della Chiesa dell’Annunziata, rivolta verso il mare:

O chiese di Liguria come navi disposte ad essere varate!

Così esclamava un verso di Vincenzo Cardarelli. La barca e la nave sono sin dalle origini simboli della Chiesa. Cardarelli riporta il simbolo alla realtà, e dà un’immagine efficace di chiese e oratori liguri che, se non si trovano proprio sulla spiaggia e fra le barche, sono sempre ben visibili dal mare.

Diversi sono i santi protettori a cui si rivolgeva la gente di mare.

Il più affascinante è senz’altro Sant’Erasmo o Sant’Elmo. La sua luce - i fuochi di S.Elmo - ha certamente un’origine pagana: i Greci infatti credevano che fossero i Dioscuri Castore e Polluce, figli di Zeus, a soccorrere le imbarcazioni in difficoltà, splendendo come due stelle ai lati dell’albero maestro...

A Savona esiste un molo di Sant’Elmo, il ricordo di una chiesetta cinquecentesca nella darsena a lui dedicata: ma l’elenco dei suoi templi in riva al mare è infinito, e citandoli si farebbe il giro delle coste italiane. La leggenda dice che...

...naufrago, Sant’Elmo fu raccolto da una nave, salvato e condotto a terra. Il capitano non volle altra ricompensa che una prova della potenza che in quanto santo egli doveva possedere: Sant’Elmo gli promise così di avvertirlo con un fuoco dell’imminenza della burrasca, affinché egli potesse farvi fronte. Il santo mantenne la promessa, e cominciò a far apparire i suoi fuochi per salvare anche altre navi.

Dei prodigi di Sant’Elmo raccontano nei loro diari Fernando Colombo (nell’ottobre 1493), figlio dell’Ammiraglio, e Antonio Pigafetta (da Primo Viaggio al globo terraqueo, I) che con Magellano circumnavigò la Terra; Pigafetta vede sugli alberi della sua nave durante la tempesta ben tre santi in un colpo solo, Erasmo, Niccolò e Chiara.

Gli ultimi due sono altri venerari protettori di marinai; tuttavia il loro patrono ufficiale, per decreto di Pio XII, rimane S.Francesco da Paola (a Genova, i suoi ex-voto nella chiesa omonima, detta anche Santuario dei marinai furono descritti da Charles Dickens in Impressions of Italy)

Rimane da citare S.Caterina d’Alessandria, di cui vedremo l’Oratorio verso la fine del nostro percorso, e per ultimo, il culto mariano, a cui appartiene appunto questa chiesa, la Ss. Annunziata di Spotorno, consacrata nel 1694, e con la facciata restaurata una prima volta nel 1934 sulla base di un antico affresco (l’aspetto attuale è dovuto ad un restauro recentissimo).

Al suo interno troviamo diversi dipinti secenteschi quasi tutti dedicati alla Madonna, dei pittori Gio Andrea De Ferrari, Domenico Piola , Simone Barabino, G.B. Merano.

Il quarto altare custodisce la statua marmorea della "Madonna di Misericordia e il Beato Botta", che si rifà all’opera dell'Orsolino scolpita nel 1569 per il Santuario di Savona.

Riportiamo un brano dalla deposizione del Beato, che testimonia una delle numerose apparizioni di Maria, a cui i Liguri, da Spezia a Ventimiglia, altrimenti così riservati, dedicano fragorosi spettacoli pirotecnici.

Nell’anno del 1536 a’ 18 di Marzo in giorno di Sabbato, io Antonio Botta q. Giacomo della villa di S.Bernardo, distretto della città di Savona, essendo a lavorar circa al levar del sole in una mia possessione, scesi per lavarmi le mani in un fiumicello vicino a quella, e lavandomi, ecco dal ciel descendere in gran splendore per il quale molto sbigottito fui per cascar in terra tramortito talmente che mi cascò la beretta di capo, e subito poi sentii una voce ne splendore che mi disse: "Levati e non dubitare ch’io son Maria Vergine"....

A sinistra dell'altare maggiore si trova la cappella del Ss. Crocifisso dove troviamo un interessante esempio di integrazione tra scultura - il crocifisso di Anton Maria Maragliano (1664 -1739) - e pittura, la tela che gli fa da sfondo, di Domenico Parodi (1686-1740) raffigurante la "Madonna, S.M. Maddalena e S. Giovanni in compianto verso la figura del Cristo".

Chiudiamo con un brano della preghiera del marinaio:

Daa marina azüra, dai uceani stramesürai, dunde a Pruvidensa a n’ha messu pe’ a nostra fatiga de tütti i giurni, nui, reesi puüri dau duvé compìu, a issàmu i cöi a Tü, Madona da Costa, che ti tegni suta a Tò prutession e nostre maire, e nostre done, i nostri fiöi e rfai luntai [...].

fa che e nostre barche i sùrche següre a crésta de l’unda e i gagne l’abissu ciü inscidiuusu; dàne tanta forsa int’e brasse contra tüte e büriane.[...]

benedisci nui che pe’ èle a vèjamu in sc’i-aa marina.

Ci avviamo ora verso piazza Dante Alighieri. Attraverso un sottopassaggio, riemergeremo in piazza Aonzo, oltre la Statale Aurelia che separa la ‘marina’ di Spotorno dalla parte alta, la borgata Monte.

 


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