Spotorno Magazine

LA STORIA DI CATERINA, LA TARTARUGA DI SPOTORNO

Chi ama gli animali sa bene che questi sono spesso protagonisti di vicende tanto incredibili quanto commoventi, ma la storia di Caterina, una tartaruga "Caretta caretta" oggi

CaterinaCirca undici anni fa al largo di Capo Noli, Caterina, gravemente ferita, fu trovata da celebre al pari di una star, saprà di certo stupirli come di rado accade. alcuni subacquei del Gs Olimpia sub di Spotorno, fra cui c’era anche Pino Gorgoglione, una persona il cui spirito si potrebbe definire "francescano" considerata la sua immensa passione per gli animali. Apprestate le prime indispensabili cure, il sig. Gorgoglione accudì amorevolmente Caterina durante la lunga convalescenza, finchè non arrivò il momento di riportarla in mare restituendole, seppure a malincuore, la libertà. Quel giorno la portò in barca pressapoco nel luogo dove era stata trovata e lì la lasciò dopo un malinconico addio. Rientrato al circolo subacqueo e dopo aver tirato in secco la sua barca si accorse che qualcosa galleggiava in superficie non molto distante: era Caterina, che, per nulla intenzionata a separarsi dal suo benefattore, lo aveva seguito ! Pur commosso dall’insolito comportamento dell’animale, il sig. Gorgoglione caricò nuovamente la sua amica un po’ speciale sulla barca e la riportò al largo di Capo Noli, ma neppure questa volta ci fu niente da fare: Caterina dimostrò ancora la sua risolutezza nel non voler lasciare colui a cui doveva la vita e per la seconda volta lo seguì fino a riva.

Nel giro di pochi mesi divenne amica di tutti i subacquei del circolo e loro compagna in ogni immersione, a cui ultimamente partecipano anche un gatto di nome Nerone e Rasta, un altrettanto intraprendente cane lupo.

Le belle storie, si sa, spesso stuzzicano l’invidia altrui, ed un bel giorno qualcuno si prese la briga di denunciare, naturalmente in forma anonima, alle autorità competenti la presenza di Caterina presso il circolo subacqueo: per tenere un animale esotico quale una tartaruga Caretta caretta è, infatti, previsto che debbano essere richieste le opportune autorizzazioni che nel caso di specie mancavano. Per fortuna,però, accertata l’ottima qualità di vita condotta da Caterina, queste autorizzazioni furono rilasciate e le giornate della nostra amica sembravano poter tornare ad essere serene, senonchè l’inesplorabile mistero della burocrazia tipicamente italiana aveva in serbo un’amara sorpresa: d’improvviso ogni autorizzazione venne revocata, più nulla fu certo. L’undici dicembre 1992 Caterina fu sequestrata a scopo cautelativo dalla USL e, in attesa di chiarimenti, affidata a Gorgoglione.

Il diabolico gioco delle competenze aveva in tal modo inizio ed ancora oggi, nonostante l’interessamento del WWF, non si sa quale sia l’autorità competente a decidere della sorte di Caterina , eppure ci chiediamo: è giusto, in nome di una burocrazia senza senso e di norme che questa non sa neanche applicare, che Caterina abbia a rischiare la sua felicità finendo, magari, nella piscina di qualche acquario come tanti suoi simili più sfortunati ?

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