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In val Bormida lungo le orme di Napoleone
Dove le Alpi e gli Appennini si incontrano e si confondono, vengono alla luce le sorgenti del Bormida di Millesimo, di Pallare e di Mallare, tutti assieme formano il fiume omonimo della val Bormida e, insieme al Tanaro, vanno a confluire nel Po. Le acque vanno incontro ad aree naturalistiche talmente ricche di vegetazione da far attribuire a quest'isola felice l'appellativo di "Svizzera della provincia di Savona". Tra le verdi colline si aprono suggestivi squarci di grigio dovuti alla particolare caratteristica geomorfologia delle langhe di Piana Crixia. In quest'area protetta l'azione erosiva della pioggia e del vento, sui terreni sedimentari a grana fine (argille e marne) , ha scavato suggestivi calanchi nei quali la vegetazione, per mancanza di humus, trova difficoltà ad accrescersi e svilupparsi. Dalla frazione Taglio di Piana Crixia partono brevi ma interessanti passeggiate che permettono di vedere da vicino queste curiose opere della natura. Particolare è anche il "fungo" nei pressi della medioevale Borgo: la pioggia scavando ed erodendo il morbido conglomerato ha originato un manico che oggi sorregge un solido"ombrello"di ofiolite. La dimensione ( è alto 12 metri) e l'originalità di questa scultura naturale vale da sola un viaggio in val Bormida. Il viaggio continua in questo angolo di Carso con la Valle dei Tre Re e il Parco Regionale di Bric Tana. Quest'ultimo è interessante dal punto di vista geologico e storico; il più piccolo parco della Liguria ha regalato agli studiosi importanti testimonianze preistoriche, risalenti all'Età del Bronzo. Inghiottitoi, doline, caverne (tra cui la Tana dell'Orpe, grotta che si sviluppa per 200 metri) caratterizzano i 170 ettari del Parco Regionale. Interessante è anche l'Oasi avifaunistica di Rocchetta di Cairo che costeggia il Bormida; è una zona tipicamente di langa dove il terreno da origine ai suggestivi calanchi. Un altra attrattiva, seppure non proprio naturale, poichè opera dell'uomo, è il lago artificiale di Osiglia; il paese omonimo conserva alcuni tipici esempi di architettura montana. Il vagabondaggio in val Bormida non può dirsi concluso se non dopo aver curiosato tra borghi e castelli. Dal Colle di Cadibona, argomento di controversie tra geografi e geologi, si giunge alla Murano ligure che presenta nel centro storico tanti laboratori artigianali del vetro soffiato. Altare è anche punto di partenza per mete storico - naturalistiche: la Riserva dell'Adelasia, i forti del M. Burrot e M. Baraccone e le splendide ville liberty, prima tra tutte Villa Rosa, futura sede del Museo del vetro. Anche a Carcare si trovano splendide ville come Villa Fiumi e Villa Barrili. Passeggiando nel centro storico di questa località, frequentata in passato da antiche famiglie genovesi, è possibile scoprire affreschi del '400 sotto ai portici della vicina via Castellani. Usciti dal paese si può, dopo essere passati davanti al magnifico Castello di Quassola, salire verso Cosseria. Il nome è legato a Filippo Del Carreto e a un "certo" Napoleone: il 13 e 14 aprile 1796 l'imparità delle forze in campo e la morte in battaglia del marchese costrinsero alla resa le truppe austro-piemontesi, asserragliate nel castello. I soldati francesi però, riconoscendone l'alto valore dimostrato in battaglia, concessero l'onore delle armi ai loro nemici. A Cosseria meritano uno sguardo attento il rosone romanico, oggi monumento nazionale, l'iscrizione in arenaria della metàà del '400, la chiesa parrocchiale, la quattrocentesca cappella di Casa dei Cuori e l'Oratorio della Confraternita dei Disciplinanti, del 1610. Anche Millesimo come Cosseria é famosa per le battaglie che vi furono combattute dall'esercito napoleonico durante la Prima Campagna d'Italia. Ma la sua storia risale già all'epoca imperiale quando la via Aemilia Scauri, partendo da Savona e diretta ad Aqui, passava per la piccola capitale della parte montana del Marchesato dei Del Carretto. Villa Scarzella, sede del Museo di cartografia, conserva le uniche antiche stampe napoleoniche della Liguria. Vicino a Millesimo si trova il principale edificio della val Bormida, il Santuario del Deserto che conserva all'interno un'immagine della Madonna, originariamente dipinta sul muro di un essiccatoio. Vicina é Roccavignale nota per il presepe vivente e il castello a difesa della Valzemola. Verso Cengio incontriamo invece la pieve romanica di S. Maria e il Monastero di S. Stefano con, all'interno della chiesa, il più antico affresco della zona, datato primi del '300. Letti di sabbia posati su marne modellate a calanchi testimoniano la passata presenza del mare oligocenico in questa zona. Il principale centro della val Bormida é Cairo Montenotte dove guardacaso ci sono i resti del castello dei Del Carretto. Porta Soprana, la torre del Carcere, i palazzi Marchionale e Scarampi, in definitiva tutto il centro storico si caricano di un fascino particolare grazie ai chiromanti, alle danze, agli antichi giochi della Cairo Medioevale, manifestazione che é possibile rivivere in agosto. Siamo ormai giunti a Dego, dove nel municipio é conservata la portantina di Papa Pio VII qui lasciata durante il viaggio di ritorno a Roma, dopo la prigionia di Napoleone. Anche per noi é giunta l'ora di tornare al nido ma ancora tanto abbiamo da scoprire nel polmone verde della provincia di Savona. Natura, storia, arte: la val Bormida é tutto questo e qualcosa di più.
Testi di Enrico Bottino - Articolo "Orizzonti di mare e di monti" - La Rivista del Trekking n° 122 - Per richiedere l'arretrato: e-mail rivista@trekking.it oppure fax 010. 5304378
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